Il Museo dagli anni Novanta ad oggi
Fino agli anni Novanta la maggior parte dei Musei dell'Umbria costituiva una sorta di patrimonio "segreto". I fondi strutturali consentirono di riaprire al pubblico pinacoteche e centri espositivi in molte città della Regione, compresa la Chiesa Museo di San Francesco.
Dal 1990, anno dell'inaugurazione del Museo dopo la sua completa ristrutturazione secondo i moderni criteri espositivi, l'attività finalizzate alla valorizzazione del Museo Civico di Montefalco non si è mai interrotta. Anche dopo il terremoto del 1997 il Museo ha continuato ad accogliere turisti.
Tra il 1999 ed il 2000 ha superato coraggiosamente una prova tra le più difficili: i lavori di restauro all'abside e l'esperienza del cantiere aperto ai visitatori. Nel 2000, dopo oltre un anno di restauro, "Le Storie della Vita di San Francesco", dipinte da Benozzo Gozzoli intorno al 1452, sono tornate a risplendere nella loro interezza. Nel 2002 si è svolta la mostra "Benozzo Gozzoli. Allievo a Roma, maestro in Umbria, con l'esposizione anche di opere dell'Autore provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali di tutto il mondo. Alla fine del 2002 iniziarono i lavori di restauro degli affreschi della Cappella San Girolamo, con possibilità di visita guidata all'interno del cantiere. Nello stesso periodo prese il via l'intervento di recupero degli ambienti esistenti sotto la Chiesa, come da accordo di programma fra Regione e Ministero per i Beni Culturali, per potenziare gli spazi destinati ad attività espositiva e congressuale.
Nel 2003 il Convegno "L'opera e l'esperienza: percorsi di vita dei beni culturali", rappresentò l'occasione per presentare le conclusioni di un interessante studio realizzato su Montefalco da Sabina Addamiano per conto della Fondazione Agnelli.
Lo studio giungeva, in estrema sintesi, a formulare un'analisi del patrimonio storico della Città di Montefalco sulle base di due accezioni, "bene culturale" e "bene colturale", evidenziando gli stretti collegamenti tra i diversi fattori - storia, arte, paesaggio, ambiente, produzioni agroalimentari tipiche di qualità - che non solo caratterizzano la sua storia e la sua economia nei secoli, ma rappresentano le basi e i punti di forza del suo sviluppo economico e sociale. In seguito all’inizio dei lavori di sterro e di recupero dei sotterranei della Chiesa – Museo, nel 2002 sono stati rinvenuti tre ambienti utilizzati dai frati francescani come cantine. Successivamente questi ambienti sono stati allestiti con una mostra permanente di quelle che furono e poterono essere le antiche attrezzature utilizzate dai frati francescani per la produzione di vino.
Il 13 del 2006 aprile vennero inaugurati i nuovi spazi espositivi; si è trattato di un notevole e importante traguardo che ha reso il Complesso Museale di San Francesco il primo museo storico della Regione Umbria ad avere al suo interno spazi dedicati anche a mostre di arte contemporanea. Oggi questi spazi, nelle prime 3 gallerie, ospitano esposizioni temporanee di artisti contemporanei.
Le recenti novità
A seguito dei lavori di adeguamento e sistemazione dell’edificio adiacente alla struttura museale, il Complesso è dotato al piano terra di una “zona ristoro” con apertura verso il giardino e al piano superiore di spazi per l’accoglienza dei visitatori, bookshop e di sale didattiche ove attualmente si svolgono attività ricreative per i bambini. Le opere di ampliamento espositivo e di completamento dei servizi al pubblico hanno permesso all’ amministrazione comunale di incentivare, razionalizzare e migliorare le attività di informazione e formazione all'interno del Museo.
Il Complesso Museale risorsa per la Città
La Chiesa di San Francesco di Montefalco ha rivestito, fin dalla sua costruzione, un ruolo centrale nella storia socio - culturale della Città e dell'intera Regione.
Tutto comincia così
Costruita tra il 1335 e il 1338 dai Frati Minori, corrisponde al terzo insediamento francescano nell'ambito montefalchese, ma il primo entro le mura. La chiesa ha una pianta longitudinale terminante con una grande abside poligonale centrale e due absidiole laterali. Nella parte destra della chiesa è situata l'unica navatella minore ottenuta nel sec. XVII dall'abbattimento dei muri divisori fra le sei cappelle esistenti. Già nel 1373, in occasione della sosta del corpo di Santa Brigida di Svezia, questa chiesa, come risulta dagli atti di canonizzazione della santa, aveva "prestigio mondiale". Tra il 1432 e il 1450 i francescani promossero una radicale operazione di restauro dell'edificio che, sacrificando le decorazioni originarie, fornì nuovo spazio alle opere di artisti di grandissimo valore. Nel 1451 Benozzo Gozzoli affrescò l'intera abside centrale con scene della vita di San Francesco e la prima cappella della navata minore. Le sue opere costituirono in quegli anni per la pittura umbra l'esempio più significativo di applicazione dei nuovi canoni tecnico - espressivi elaborati dall'ambiente fiorentino. Successivamente la chiesa divenne meta di tutti i maggiori artisti umbri; da ultimo, nel 1503, Pietro Vannucci detto Il Perugino vi dipinse un'Annunciazione ed un Presepe.
Officiata dai frati fino al 1863, la chiesa in quell'anno passò in proprietà al Comune di Montefalco e fu dichiarata monumento nazionale nel 1872.
Nasce il Museo
Divenuta sede del Museo Civico dal 1895, accoglie altre importanti opere provenienti dal territorio circostante, tra cui la tavola di Antoniazzo Romano, crocifissi e tavole di Scuola Umbra dalla fine del Duecento.
Nel 1990 il ripristino di locali (ex conventuali) adiacenti alla ex - chiesa ha permesso la realizzazione di una struttura museale articolata in tre spazi espositivi: la ex - chiesa, cui si è tentato di restituire l'aspetto oiginario; la pinacoteca, dove sono conservate tutte le opere mobili (tele, tavole, affreschi staccati provenienti da altre chiese e luoghi del territorio comunale); e infine la cripta, in cui sono raccolti i reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche. La chiesa contiene affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo.
Il Museo Civico di San Francesco, oltre alla chiesa con le sue mirabili opere, comprende una sezione dedicata alla pinacoteca, un piccolo museo lapidario collocato nell'oratorio sito sotto l'abside affrescato da Benozzo Gozzoli e le cantine francescano con adiacenti le gallerie di arte contemporanea.
Un Museo in continua evoluzione
Va da sé che l'impegno dell'amministrazione comunale, negli investimenti a favore del museo, è costante nel tempo, al fine di migliorare sia la qualità ambientale che il servizio di accoglienza e di offerta culturale.
I lavori hanno interessato le opere mobili della pinacoteca ed i cicli pittorici della chiesa, la sagrestia e alcuni vani limitrofi alla pinacoteca, mentre gli interventi di messa in sicurezza post sisma sono stati eseguiti tra il 1998 e il 1999.
Successivamente è stato realizzato il restauro del ciclo pittorico dell'abside affrescata dal Gozzoli.
Le verifiche effettuate nel corso dei lavori, unite agli studi precedentemente redatti sulla situazione igrometrica ambientale e parietale della chiesa che coinvolge sia le opere ad affresco che quelle mobili, hanno fatto rivolgere l'attenzione sulla possibilità di riaprire alcuni vani esistenti al di sotto della pavimentazione della chiesa.
Le problematiche conservative hanno messo in risalto che la presenza di cloruri e nitrati a livello parietale può essere controllata con un'attenta stabilizzazione delle condizioni microclimatiche e che questo è possibile eliminando tutto il terrapieno sottostante la pavimentazione ed inserendo impianti di riscaldamento - climatizzazione adeguati per, poi, stabilizzare l'assetto microclimatico ambientale ad evitare il rischio di compromettere in un breve lasso di tempo la conservazione e la leggibilità delle sue preziose decorazioni mirali, ormai quasi tutte oggetto di importanti interventi di restauro.

