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Itinerario fuori le mura

fuori le mura, lungo percorsi che si snodano tra natura e spiritualità si incontrano altrettanti luoghi degni di sosta ricchi di storia, arte e cultura

Chiesa di San Fortunato

In fondo al viale per Spoleto in direzione Trevi, sorge la Chiesa e il convento di San Fortunato, interessante dal punto di vista artistico per la presenza di affreschi di Benozzo Gozzoli e Tiberio d'Assisi. Un ampio quadriportico del XV secolo precede i vari edifici sacri; sulla sinistra fu aggiunta nel ‘400 la Cappella delle Rose, tutta affrescata nel 1512 da Tiberi d'Assisi, con Storie del Perdono di Assisi, alcuni Santi francescani, l'Eterno Benedicente sulla volta, la Pietà sul paliotto d'altare. La porta d'accesso alla chiesa è sormontata da una lunetta affrescata con una Madonna col Bambino tra San Francesco e San Bernardino da Siena opera di Benozzo Gozzoli. L'interno, a navata unica, presenta sulla parete destra un interessante il frammento della decorazione eseguita dal Gozzoli, rappresentante la Madonna in trono col Bambino e Angelo musicante il quale reca la scritta frammentaria con la firma dell'artista. Va ricordato, inoltre, che sull'altare maggiore, fino alla metà dell'ottocento, vi fu la bella tavola con la Madonna che da la cintola a San Tommaso, e nella predella, Scene della vita della Vergine e vari Santi. La tavola è ora conservata nella pinacoteca dei Musei Vaticani. Nel bosco attiguo al convento sono conservate le cosiddette Grotte di San Fortunato, scavate in un banco d'argilla, in origine forse dedicate al culto di Mitra, poi convertite ad uso cristiano.

Chiesa di Santa Maria di Turrita

Prendendo la provinciale per Spoleto a circa tre chilometri si trova la deviazione per Turrita.La Chiesa è un edificio del secolo XII, cui fu annesso in origine un monastero benedettino che fu soppresso nel 1295. Del periodo monastico resta la costruzione con un bel portale romanico nel fianco sinistro, con due teste raffiguranti l'imperatore e il papa, nella lunetta il Mistico Agnello. Nella lunetta del portale principale troviamo Cristo risorto sul sepolcro di Francesco Melanzio del 1513. All'interno sono conservati importanti dipinti a carattere devozionale. I più antichi sono nella parete del presbiterio risalenti alla metà del XIV secolo; particolare è la rappresentazione di una Madonna del Soccorso che reca la data del 1537.

Santuario della Madonna della Stella

Lungo la provinciale per Spoleto a circa 5 chilometri si trova il Santuario della Madonna della Stella. Il santuario trae origine da un'immagine della Madonna, dipinta nel 1525 da Paolo Bontulli da Panecanestro in una chiesetta dedicata a San Bartolomeo crollata poco dopo il 1815. Tra i ruderi della chiesa la Vergine si manifestò nel 1862 ad un contadinello di nome Righetto Cionchi. L'attuale Santuario, che raccoglie innumerevoli folle di devoti, fu costruito tra il 1862 e il 1869 su disegno dell'architetto perugino Giovanni Santini. L'interno, molto elegante, in stile neorinascimnetale, conserva ciò che resta dell'antica chiesetta (affresco della Madonna con Bambino), mentre gli altari laterali presentano belle tele di Overbek, Mancinelli, Sereni e Pollastrini.

Chiesa di Santa Elisabetta di Vecciano

A circa un chilometro dal centro storico di Montefalco, prendendo la strada comunale per San Clemente, poi per Vecciano. La Chiesetta di santa Elisabetta fu costruita nel  XVII a difesa di un'edicola con uno splendido affresco di Francesco Melanzio, da ritenersi opera giovanile: vi è rappresentata la Madonna con Bambino tra due angeli musicanti, nell'intradosso i Santi Pietro e Francesco, Giovanni Battista e Sebastiano. La chiesa ancora nell'Ottocento veniva officiata dai frati minori conventuali. Prossima alla chiesa è la fonte detta di san Francesco, che il santo avrebbe fatto scaturire miracolosamente,  secondo un'antica tradizione nel 1215.

Chiesa di San Rocco

A circa 2 chilometri dal centro storico, strada comunale per Camiano. La chiesa sorge sul il primo insediamento francescano di Montefalco che risale al 1240 e dove ebbe il suo primo riconoscimento i Terz'ordine Regolare di San Francesco, che vi tenne il suo primo capitolo generale nel 1448. Conserva all'interno i resti della decorazione dell'abside con una Crocifissione attribuita al pittore folignate Giovanni di Corraduccio e una tavola dipinta da Francesco Melanzio che rappresenta San Rocco.

La Rocca di Fabbri

Dall'alto di una collinetta domina la pianura sottostante in cui predomina la cultura della vite ed è posto a metà strada tra Trevi e Montefalco. Costruito nel XIV sec, faceva parte del sistema difensivo albornoziano. Passò sul finire del '300 sotto il dominio dei Trinci; era all'epoca chiamato Bastida Fabrorum con a capo "castellanu fido con socio", con un appannaggio mensile di cinque fiorini d'oro. Dopo la morte di Corrado XV(III) Trinci, passò sotto il dominio trevano. Picolpasso così descrive il castello: " Ha bonissime mura et alte, tutte nove: è posto nel piano e confina con Spoleti. Ripone di ogni sorte di frutti a bastanza. Gli abitatori son contadini. Fa fuochi 50 in circa con il contado. Dentro non vi sta che il guardiano. Ha questo luogo dintorno l'acqua nei suoi fossi ".
Fabbri appartenne in seguito alla comunità di Cannaiola fino al 1820 quando passò sotto Montefalco. Ha forma di un rettangolo sghembo con alte mura merlate, bastioni quadrangolari, fossato e ponte levatoio. Intatto è il mastio alto 20 metri, costruito da Gregorio da Cerreto nel 1395, lo stesso che costruì la torre di Matigge. La torre è in perfetto allineamento con quelle di Matigge, Montefalco e Morcicchia e la leggenda vuole che esse erano collegate attraverso un camminamento sotterraneo.