Una rara notizia su un'uva pregiata che può interessare la zona ce la offre, nell'antichità classica, Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale, quando trattando dell'argomento ricorda l'uva Itriola che veniva prodotta nel municipio di Bevagna e nel Piceno: «Itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est». La denominazione, che non ha più riscontro successivamente, ha dato luogo a numerose dissertazioni in merito. Infatti, fin dal 1596, Andrea Bacci identificava la Itriola con la Passerina (o uva di Corinto). Successivamente, il Dalmasso tentava una spiegazione del nome facendolo derivare dal greco trptov, che qualificherebbe l'uva, da lui identificata con Passolina, per la sua grande dolcezza. Secondo il Bunbury, sarebbe invece il Pizzutello, mentre il Billiard si è limitato a classificarla nel gruppo C delle uve da vino. Recentissimo è l'accostamento che se n'è fatto, dall'archeologo Carlo Pietrangeli, con l'uva Sagrantina da cui si estrae il tipico «Sagrantino» di Montefalco: e ciò tenendo conto che il territorio di Montefalco, nell'antichità, faceva parte del municipio di Mevania. In effetti è questa l'uva che sembra corrispondere esattamente alle caratteristiche sopra esposte.